Gli Italiani e il surgelato: una storia d’amore lunga 50 anni.

Il mercato dei cibi surgelati ha registrato una crescita generale del +2%. I motivi del successo possono

essere riassunti in 4 macro-aree: praticità, qualità, lotta allo spreco, bilancio familiare.

Secondo il Rapporto annuale sui Consumi dei prodotti surgelati presentato da IIAS, l’Istituto Italiano

Alimenti Surgelati, i consumi di prodotti alimentari surgelati nell’ultimo biennio sono cresciuti del 2%

rispetto al 2016.

Solo nel 2017 sono state acquistate circa 841.500 tonnellate di prodotti surgelati, con performance al top

per l’ittico (+5% rispetto al 2016, con un consumo complessivo di 113.400 tonnellate), le pizze (+2,1%, pari

a 91.500 tonnellate di consumi complessivi) e i vegetali (+1,8%, che portano a 402.450 tonnellate i consumi

complessivi).

Ogni italiano ha dunque consumato in media 13,9 chili di prodotti surgelati; ad acquistare prodotti surgelati

nel nostro Paese sono stati ben 25 milioni di famiglie, con una penetrazione di più del 95% e un valore di

mercato complessivo tra i 4.200 e i 4.500 milioni di euro.

A crescere sono stati un po’ tutti i segmenti del surgelato. Anche i piatti ricettati hanno ripreso a salire

(+1,9%) dopo gli ultimi 6-7 anni, con 45.500 ton. tra retail e catering. I trend salutistici hanno influito sulle

scelte dei consumatori: infatti, gli unici segmenti che hanno frenato, sono stati quelli dei prodotti a base di

carne (-,3%) e le paste semi-lavorate (-10%).

 

Lotta allo spreco e bilancio familiare.

Negli ultimi anni le aziende del comparto hanno interpretato correttamente le nuove esigenze del

consumatore, coniugando la richiesta di prodotti a maggior contenuto “salute & benessere” con quella di

un elevato grado di servizio e praticità. Ma una delle principali ragioni del loro successo è che sono un vero

“super-eroe” contro gli sprechi alimentari. Oltre a essere sempre più premiati dai consumatori per

caratteristiche come l’alta qualità organolettica e nutrizionale o la varietà dell’offerta disponibile in tutti i

mesi dell’anno, i surgelati sono molto ambiti anche per la loro funzione anti-spreco: questi alimenti pesano

solo il 2,5% di tutto il cibo che sprechiamo a livello domestico; contro un 63% dei prodotti freschi e un 30%

di quelli confezionati a breve scadenza.

 

Cinquant’anni d’amore.

Dall’arrivo sul mercato italiano (inizio anni ‘70) ad oggi, l’innovazione nel campo della surgelazione ha fatto

passi da gigante. E ci sono dei prodotti che, nel tempo, sono diventati l’emblema di un comparto sempre

più apprezzato dai consumatori di tutto il mondo. In questa speciale top 5 troviamo: i bastoncini di pesce, il

prodotto surgelato iconico per eccellenza, la versione più venduta è la classica e in Italia 10 mln di famiglie li

consumano abitualmente; le pizze surgelate, che hanno vinto la concorrenza di quelle fresche da banco (il

12% in volume di tutti gli alimenti surgelati); le patatine fritte, che da sole rappresentano quasi il 15% del

volume totale degli alimenti surgelati consumati nel nostro Paese, percentuale che schizza a quasi il 25%

nel Fuoricasa; il minestrone e i piatti pronti, con consumi rispettivamente di 70.800 ton. e 45.500 ton. nel

2017.

 

Chi, dove, come e quando.

Il consumo di prodotti surgelati è in continua crescita in Italia: quasi 1 italiano su 2 (il 44% dei nostri

connazionali) li porta in tavola almeno una volta a settimana (e nel 7% dei casi, addirittura anche più di 2

volte). Tra i consumatori abituali spiccano gli uomini (sono il 48,9%) e in generale gli under 54 (con un picco

di consumi del 53,1% nella fascia d’età 35-54).

Nonostante siano sempre presenti nei freezer delle nostre case, sono numerosi i consumatori che ignorano

aspetti davvero molto importanti in termini di valori nutritivi, sicurezza e modalità di consumo dei prodotti

“sotto zero”. Un campione di consumatori, significativamente rilevante sotto il profilo statistico, è stato

intervistato al riguardo. Ecco cosa ne è uscito.

Innanzitutto “congelato” e “surgelato” non rappresentano la stessa cosa. Secondo la ricerca circa 1 italiano

su 3 ha dichiarato di sapere che “surgelato e congelato non sono sinonimi”, pur non conoscendo bene le

differenze. Sono prevalentemente i giovani e le donne ad avere le idee più confuse, affermando che

“surgelato e congelato sono la stessa cosa” (il 16,2% degli under 35 e l’11,5% delle donne vs. 8,7% del

totale Italia).

Inoltre, il 43,5% degli Italiani non sa che a casa non si può “surgelare” e sono sempre in prevalenza le donne

(48,9%) a mostrare questa lacuna. La surgelazione, infatti, è una tecnica prettamente industriale, mentre a

livello domestico è possibile solo congelare. Scongelare un prodotto surgelato a temperatura ambiente è

sconsigliato, eppure il 45,5% del campione intervistato è ancora convinto del contrario. Un prodotto

scongelato può essere ricongelato ad una sola condizione: che venga prima cotto. In realtà, 9 italiani su 10

sembrano ignorare totalmente questa eccezione.

 

Leggere bene l’etichetta!

Leggere e rispettare le indicazioni riportate in etichetta è indispensabile per un corretto uso e consumo

degli alimenti surgelati. Su questo punto gli intervistati si sono mostrati consapevoli, tanto che un buon

72% dei consumatori la legge e la rispetta prima di consumare un prodotto sotto zero.

Il 66% degli Italiani, poi, è al corrente che i surgelati non contengono conservanti aggiunti ai fini della

conservazione, perché sa che basta il freddo a garantire la lunga conservazione dei cibi. Ma per oltre 1

italiano su 4 non è così (ben il 26% del campione, che pensa che i prodotti surgelati siano pieni di

conservanti aggiunti). Inoltre, le verdure surgelate sono analoghe a quelle fresche in termini di vitamine e

nutrienti, ma pare che sugli aspetti nutrizionali, i consumatori abbiano ancora molto da imparare: 7 su 10

credono che le verdure surgelate siano meno ricche di nutrienti e vitamine rispetto a quelle fresche;

percentuale ancor più alta tra gli under 35 (74,3%).

Inoltre, 4 italiani su 10 sanno che il pesce fresco e quello surgelato hanno lo stesso valore nutritivo. Gli

intervistati non sembrano avere dubbi nemmeno sul fatto che i prodotti ittici surgelati sono sicuri al 100%:

la ricerca mostra che ben il 37,8% del campione intervistato ritiene il pesce surgelato più sicuro di quello

fresco (vs. il 27,2% che lo ritiene meno sicuro, mentre il circa 26% li considera equivalenti).

 

E al ristorante?

Infine, in merito a prodotti sotto zero; e consumo fuori casa, la nostra penisola mostra ancora una volta

posizioni contrastanti: poco meno di 1 italiano su 2 (47,3%) considera la presenza dell’asterisco nei menù

un’informazione inutile. Non a caso, il 39,3% sostiene che se vuol mangiare un alimento al ristorante, lo

prende anche se surgelato. Di contro, però, poco più della metà degli intervistati (52,7%) reputa la presenza

dell’asterisco un’informazione utile e che spesso condiziona negativamente le proprie scelte dei cibi.

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I colleghi e gli agenti di vendita che vantano anni di esperienza alla Gegel, dicono che con i surgelati “ci sono

nati”! Ed hanno ragione, perché dal lontano 1984 la nostra azienda ha coltivato e sostenuto questo settore,

intuendone il valore ed i grandi vantaggi, non soltanto economici, che sono la caratteristica peculiare di

questa categoria merceologica.

Oggi più di ieri, potete rivolgervi al vostro agente di fiducia Gegel: centinaia di prodotti, dagli ittici alle pizze, dai vegetali ai gelati, dai piatti ricettati alle carni. Che siate carnivori o vegani, che abbiate un ristorante o un supermercato, alla Gegel troverete ogni giorno un assortimento profondo e completo, un servizio altamente professionale, garantito dalle migliori aziende del settore Frozen Food nazionali ed estere.

Gegel, dal 1984, leader nella distribuzione del settore sottozero.