Come spesso succede quando si parla di fatti e di accadimenti provenienti dal passato e sulla cui provenienza si nutre più di un dubbio, molto spesso ci si affida al proprio intuito. Oggi vi vogliamo parlare di Gelati! E dal momento che siamo tecnici in fatto di cibo e siccome il Gelato è uno degli alimenti di maggior gradimento in questi giorni tiepidi che profumano di estate, ci siamo messi un po’ in cattedra, non senza aver dato una ripassatina ai vecchi libri di storia.

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E allora, cominciamo col dirvi che il gelato, un gelato “abbastanza” simile a quello che oggi conosciamo tutti, proviene dalla Sicilia e più precisamente da Catania. La città è florida e orientata al futuro, intrisa di quel “sogno arabo” che sposa il gusto eclettico tipico di quella cultura con la materia prima della calda Terra di Sicilia. Aggiungete la neve, abbondantemente disponibile in città grazie alla presenza dell’Etna, che prima ancora di essere un vulcano è un’alta montagna sulla cui cima si accumula una grande quantità di neve, un grande stock di “materia prima” indispensabile per produrre un alimento di questo tipo.

“Signore e Signori, ecco a voi il Gelato!” – avrà esclamato agli astanti l’imbonitore del 1600! Una novità gastronomica che arreca piacere associando al gusto la freschezza, creando uno strano mix dalla consistenza indefinibile, che può essere “bevuto a morsi!”

Sono passati esattamente quattro secoli e il gelato ha attraversato tutte le mode seguendo un percorso di crescita e di notorietà che sembra non avere limiti.

Il gelato italiano merita un discorso a parte! Come abbiamo visto è noto nel nostro paese da circa quattro secoli, ma inizialmente poteva essere consumato solo d’estate ed acquistato esclusivamente da piccoli produttori specializzati. E’ nel secolo scorso, alla fine del secondo conflitto mondiale, che si assiste ad una divulgazione delle tecnologie che fanno assumere al frigorifero domestico il ruolo di invenzione più rivoluzionaria del secolo.

Con l’uso del frigorifero si possono conservare in casa cibi crudi (latte e carne in primis) che un tempo dovevano essere consumati obbligatoriamente in giornata. Questo porta con sé una rivoluzione nelle abitudini di consumo e nel costume della società italiana, che diventa libera di poter scegliere non soltanto cosa e come, ma anche quando mangiare.

Siamo nel 1949 quando compare sul mercato nazionale il primo gelato “pensato” a livello industriale, uno stecco al gusto fiordilatte ricoperto di cacao: il Mottarello! Lo si deve all’intuito di un pioniere del Made in Italy, quell’Angelo Motta che dà il nome anche al famosissimo dolce natalizio, il panettone, di cui è inventore e paladino.

Si apre ufficialmente la stagione dell’American dream, “il sogno americano”, che anticipa il fenomeno tutto italiano del cosiddetto “boom economico” generato dal piano Marshall.

 Sull’onda di questa rivoluzione culturale, tutto ciò che sa di “made in U.S.A” vive una stagione di grande dinamismo: il gelato è un settore che coniuga il sogno americano al gusto e alla tradizione gastronomica italiana. Nasce il gelato “da passeggio”. In cinquant’anni si assiste ad una crescita esponenziale dei consumi: dai 250 g. pro capite si passa ai 4 kg a testa di gelato.

Il gelato italiano, per le caratteristiche intrinseche di prodotto e qualità di materie prime (quali latte, frutta, cioccolato, caffè) diventa un simbolo distintivo, una gamma del made in Italy apprezzata da milioni di consumatori in tutto il mondo.

Dal Mottarello anni ‘50, passando per la Coppa del Nonno anni ‘60, per arrivare al Maxibon simbolo degli ’80, la corsa del gelato italiano è davvero lunga e appassionante. Noi della Gegel ne siamo interpreti e custodi, scegliendo per voi, stagione dopo stagione, tutto il meglio che la produzione nazionale può esprimere in termini di gusto, di servizio e di innovazione.

Con tutta una serie di Stecchi, Coni, Biscotti, Coppe, Ghiaccioli, vaschette di tutti formati e tipologie, mini gelati e miniatures siamo in grado di soddisfare ogni richiesta, dalla grande fornitura di tipo professionale fino all’innocente capriccio del più esigente dei nostri appassionati consumatori (anche di coloro che scelgono alimenti privi di glutine e di lattosio). Cerca la nostra ampia gamma nel tuo negozio di fiducia oppure chiedi ai nostri venditori una consulenza commerciale: siamo preparati a soddisfare ogni tua esigenza!

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Nella società liquida che caratterizza la nostra esistenza globalizzata, sono comparse delle espressioni verbali e dei modi di dire, che sono frutto della velocità con cui avvengono gli scambi di informazioni e di conoscenza - “tra tutti i popoli e tutte le nazioni”. Nuovi stimoli, nuovi modi di scambiarsi informazioni e conoscenze “in rete”. Già, perché il web, consentendo il dialogo in simultanea rende possibile indagini di mercato e di gradimento tra persone di popoli diversi, molto profonde ed accurate e - per questo motivo - assolutamente attendibili.

Da queste interviste su larga scala vengono tratte delle “indicazioni” che fungono da linea guida per progetti innovativi, per studiare soluzioni e nuovi servizi per i cittadini del mondo, per lanciare nuovi prodotti che rispondano a bisogni sempre più moderni e personalizzati.

Queste indicazioni danno origine, secondo il nuovo linguaggio diffuso, ai cosiddetti macro-trends.

Abbiamo parlato di nuovi prodotti: a noi della Gegel interessano le macro tendenze che riguardano il mondo del food, perché questo è il settore in cui operiamo da oltre trent’anni!

E vediamoli dunque, questi 10 macro trends.

1. Less but better, meno ma meglio! – Le preferenze espresse in fatto di scelte alimentari parlano chiaro: siamo disposti a consumare meno, ma non vogliamo scendere a compromessi in merito alla qualità. Ci vogliamo riconoscere piccole e sane attenzioni verso noi stessi, iniziando dal palato per coinvolgere il nostro stato psico-fisico, a 360°

2. All Natural, Tutto naturale! –  E’ inarrestabile l’ascesa dei prodotti alimentari che scelgono ingredienti “puliti”. La messa al bando di pesticidi, conservanti, coloranti e altre diavolerie ha favorito la produzione di prodotti sempre più sani, più freschi, più naturali!

3. Veggie Power  La popolazione vegana, fino a pochi anni fa giudicata alla stregua di una setta di oltranzisti fanatici, è via via riuscita ad allargare la propria influenza fino ad orientare verso le sue scelte molte e importanti aziende alimentari, e perfino celebrate multinazionali. Hamburger, bistecche, formaggi, piatti pronti, tutti senza un grammo di proteine animali ma soddisfacenti nel gusto, per un piacere totalmente vegetariano.

4. “Free from” for all! – Stop alle produzioni di prodotti contenenti allergeni, no al glutine, no al lattosio. Anche coloro i quali non lamentano esigenze di regimi alimentari particolari, preferiscono - potendo scegliere, prodotti liberi da ogni forma di allergeni. Con il non indifferente vantaggio di poter disporre di produzioni più estese e quindi a prezzi più bassi, che si ripercuotono virtuosamente su tutta la filiera.

5. Easy &. Fast – sempre di corsa, non soltanto le donne in carriera! Gli anni ’80 sono finiti da un pezzo, ma la ricerca della semplicità e della semplificazione sembra essersi amplificata! Il cibi oggi debbono essere freschi, sani, gustosi, belli da vedere come se ci fosse una festa che dura una vita intera! Ma soprattutto, devono essere facili da fare e veloci da preparare! Mettete a nota!

6. Traditional & Local – La preferenza verso i prodotti della propria terra ha una doppia valenza!Perché i consumatori del mondo preferiscono gli alimenti coltivati dietro l’orto di casa ma allo stesso tempo amano sperimentare con curiosità le novità provenienti dai più sparuti angoli di mondo! Un mondo globalizzato, in cui le tradizioni lontane diventano locali, perché i nostri gusti evolvono di pari passo alla conoscenza delle varie produzioni autoctone alternative, che offrono originali e diversificate soluzioni. Dunque, sì alle nuove tipicità, purché reali e non falsificate.

7. Re-New – Rinnovare non vuol dire sconvolgere! Rinnovare vuol dire prendere il meglio dal passato adattandolo al moderno, per renderlo più fruibile, più accogliente, più sano.

8. Be-real  Questa è una regola che vale in tutti i campi! Essere reali, essere credibili, non promettere effetti speciali che poi si rivelano fatui e inesistenti! Come già visto in questo elenco, le attuali tendenze sono figlie di un’aumentata consapevolezza che non ammette mistificazioni e false promesse.

9. Personalized  La personalizzazione è diventata un must! Dai farmaci al cibo, dall’arredamento al vestiario, le possibilità di differenziazione permettono un adattamento di un prodotto o di un servizio che somiglia sempre di più alla soluzione pensata apposta – realizzata su misura - proprio per noi!

10. Omnishopper – compriamo tutti, compriamo tutto. Internet, alcune volte sembra essere il “più grande supermercato del mondo”.

La globalizzazione ci sta conducendo verso un cambiamento radicale, un cambio di rotta epocale i cui effetti si direbbero ancora non essersi pienamente manifestati. Ma per quanto riguarda il nostro mondo, che è quello dell’alimentazione, il progresso è sotto gli occhi di tutti.

Alla Gegel il nostro staff di esperti gira il mondo in lungo e in largo alla scoperta di nuovi cibi e nuovi sapori, ispirati alla naturalezza e alla salubrità, alla freschezza e alla varietà di colori, offrendovi soluzioni alimentari sempre più originali e gustose per tutti i giorni e per tutte le occasioni! In trent’anni di attività, abbiamo assistito a molteplici variazioni delle mode in fatto di cibo e di alimentazione!

Con oltre 6.000 prodotti food offriamo un catalogo di soluzioni differenzianti ed originali, tutte con un comune denominatore: la ricerca continua della qualità per la soddisfazione dei nostri clienti e dei nostri consumatori.

 

 

Celebrare la Pasqua con un pranzo tipico, è una tradizione tutta italiana!

Ogni regione ha i suoi piccoli riti, le sue tradizioni secolari, che è meraviglioso celebrare lasciandosi trasportare dai racconti degli abitanti del posto.

Oggi vi parleremo delle tradizioni abruzzesi, perché noi della Gegel nasciamo ad Ortona, e da qui siamo partiti per scoprire le meraviglie che il mondo può offrire, in fatto di cibo! Ebbene, qui in Abruzzo, la Pasqua in tavola è una cosa serissima!

La regola vuole che la tavola sia sapientemente apparecchiata e imbandita di tutto punto fin dal primo mattino. La colazione del giorno di Pasqua non è una colazione come tante altre, qui si chiama dejunì ed è di per se un pasto completo, consumato il quale si potrebbe andare avanti fino a sera.

Ma è Pasqua, e come abbiamo appena detto, ci si “impegna” seriamente per onorarla preparando una serie di pietanze che sono dei veri e propri must che si tramandano di generazione in generazione!

Il programma prevede di mettersi a tavola poco dopo le 10: a quest’ora di mezza mattina il pezzo forte è la cosiddetta “pizza”: non è un dolce, né un salato, dall’aspetto potrebbe sembrare un incrocio tra un panettone gastronomico e un panettone classico, o forse, nessuna delle due cose: è un impasto non troppo soffice e non troppo salato.

E’ un prodotto da forno tutto sommato un po’ slavato, che viene aromatizzato con anice e arricchito con l’uvetta. Qualcuno aggiunge canditi e cioccolato. Ma la versione più utilizzata resta quella tradizionale, che è anche la più semplice. Talvolta viene proposta la variante marchigiana, che è decisamente più salata, essendo a base di formaggio. Viene accompagnata da vari salumi e formaggi.

Nella colazione pasquale teramana non mancano mai le Mazzarelle, che sono particolari involtini di coratella di agnello, che viene avvolta in foglie di indivia e legati con le budelline dello stesso agnello. Le Mazzarelle o le ami o le odi, come sempre accade quando si tratta di interiora. Ma sono da provare, sono una tipicità. La tradizione prevede siano preparate in padella con il sugo di pomodoro.

Ovviamente ci sono le uova, quelle “vere”, servite sode - e quelle di cioccolata: sono guai per i bambini che le aprono prima del giorno di Pasqua! Non sia mai! Gli addetti alla rottura delle uova sono comunque i bambini, incuriositi dalla sorpresa, ma soprattutto perché a Pasqua si può mangiare più cioccolata del solito (praticamente senza limiti) senza che nessuno dica nulla!

Dopo questa “leggerissima” colazione si passa al pranzo vero e proprio. Signore e signori, “slacciate le cinture”! La tavola di Pasqua è molto diversa da quella del Natale. Niente lucine, candele, addobbi, tovaglie ricamate (quelle della dote), niente piatti di porcellana e altri fronzoli.

Tutto è più semplice e informale. Ecco perché dopo il dejunì si può (si deve?) restare direttamente a tavola e proseguire con il pranzo! Anche se, occorre dire - le abitudini stanno cambiando. Quindi ci si alza per sparecchiare e riapparecchiare (un po’ secondo lo stile “natalizio”), per gli altri invitati che arriveranno.
Come avrete capito, la Pasqua abruzzese è una festa per mangiatori professionisti. Per divoratori seriali.
È difficile arrivare affamati al pranzo dopo il dejunì, eppure questa è la regola! 
Comprenderete a questo punto il perché non avete mai sentito parlare di “cena di Pasqua”!

Vi proponiamo, per il vostro pranzo di Pasqua questo menù, vario, ricco e tipicamente abruzzese al 100%:

  1. UNA LUNGA SERIE di ANTIPASTI: salumi e formaggi misti, l’Agnello alla Cac’e’ove, il - o meglio – “Lu” Cif e Ciaf (pancetta saltata), Rape e fagioli, Pallottine cac’e’ove; baccalà’ fritto e saltato con i peperoni.

  2. Doppio PRIMO: Timballino alla Teramana con “crispelle” e Chitarrina con “pallottine” all’abruzzese .

  3. Un SECONDO, veramente raccomandato: l’Agnello “porchettato” alle erbe e pecorino, con un doppio contorno di Patate “al coppo” e cicorietta al peperone “secco”.

  4. Un DESSERT: La Colomba (semplice, affogata, farcita). Chiudere il pranzo seguendo il rito forse più importante: rompere le uova di cioccolato, una moltitudine di uova di cioccolato.

Come liquore, non dovrebbe mai mancare l’Aurum. Alla fine, insieme al caffè, da queste parti una Genziana risulterà molto gradita!

Non dimenticate la vostra allegria, e che la serenità vi accompagni in quel giorno santo!

E allora, buon appetito e buona Pasqua a tutti!

PS: Comunque il giorno dopo sarà “Pasquetta”! Bisognerà finire gli avanzi! I piatti del giorno prima verranno predisposti per accompagnare la classica gita fuori porta, durante la quale i piatti e le tipicità del giorno prima troveranno ulteriori estimatori, per un pic-nic all’insegna del gusto e dell’allegria!