Coppa del Nonno, il gelato che ha fatto la storia

 

Il gelato di cui vogliamo parlarvi oggi è la mitica Coppa del Nonno, la coppa di gelato al caffè dall’inconfondibile forma di tazzina da caffè .

Pensate, un prodotto dei mitici anni ’50, i tempi in cui “Gli americani se ne erano appena andati via!”, per dirla insieme ad Amedeo Minghi! Ed infatti la nostra coppa risale alla primavera del 1955!

Dapprima la si poteva acquistare solo nei bar e negli stabilimenti balneari ma poi, con il passare del tempo e con l’evoluzione della distribuzione alimentare, è diventata disponibile in formato multipack per 365 giorni all’anno!

La forma a tazzina di caffè ha facilitato quel meccanismo associativo nella mente del consumatore fin dalla sua prima apparizione. Un percorso che è rimasto inalterato nel tempo attraversando tre generazioni di consumatori!

Un inossidabile fascino vintage, che fa contare oltre un miliardo di coppe vendute in 62 anni e che se fossero accostate una affianco ad un’altra, coprirebbero la distanza di 72.000 km, pari a due volte il giro del mondo!

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Consumatori celebri.

Il regista Roberto Rossellini gustava la sua coppa a Cinecittà, tra una ripresa e l’altra. Ricorda Christian De Sica: «Avevo otto anni. Mio padre mi portò sul set del film Il generale Della Rovere. Il teatro 5 era pieno di neve finta, papà e Vittorio Caprioli si rotolavano, feriti a morte, ma non morivano mai. Rossellini diceva: “Fate un po’ de meno. Dai, mo’ basta... e morite!” e intanto mangiava la Coppa del Nonno». Poteva andare nel dimenticatoio. Invece, 60 anni dopo, ecco il meno trasgressivo – anzi, il più conservatore dei gelati, finire nei pezzi di rapper come Fedez che afferma: «Io sono sempre fresh, anche con la coppa del nonno».

Tra passato e futuro.

Un mito senza tempo che si rinnova senza bisogno di tanti clamori! Da una decina d’anni si è aggiunta la variante al cappuccino e solo da qualche estate è possibile trovare nei banchi dei negozi la gamma dei Nipotini, una gamma che si rivolge ai consumatori più giovani che strizzano l’occhio al mondo glam degli energizzanti, senza discostarsi troppo dal gusto, più tranquillizzante e familiare, della tazzulella ‘e café di danieliana memoria.

Da quest’anno si potrà assaggiare come sono fatte le Chicche di Coppa del nonno dei mini bon-bon grandi come un chicco e farcite con l’inconfondibile gelato al caffè.

Siamo orgogliosi di annoverare tra i nostri tanti prodotti in distribuzione la Coppa del Nonno!

Siamo nati insieme a questo gelato, ed anche noi della Gegel abbiamo contribuito a fargli fare qualche centinaia di migliaia di km, per riprendere il concetto visto in precedenza! E siamo sempre qui, dopo tanti anni, a portarvi questo gelato mitico che ti fa esclamare, ogni volta che lo assaggi: “Coppa del Nonno: Nessuno è come te!”

 

 

Latte che passione! 

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Il primo alimento che tutti noi impariamo ad amare fin dai primissimi istanti della nostra esistenza e che ci accompagna quotidianamente in tutte le stagioni della nostra vita. Il latte è, come vedremo, presente in tantissimi alimenti appartenenti alla tradizione gastronomica italiana ed è pertanto quasi impossibile non incontralo sulla nostra tavola.

Negli ultimi anni si è registrata un’impennata di casi di intolleranza, più o meno grave, agli alimenti che contengono il lattosio! Tale incremento ha spinto molti produttori e noti chef a rivisitare alcune ricette per facilitare l’assunzione del cibo contenente latte. La qualità che hanno raggiunto tutti questi prodotti è di assoluto livello!

Ed è questo un aspetto estremamente positivo per quegli individui affetti da intolleranza (più o meno severa) verso questo zucchero tipico del latte e per i quali il consumo esclusivo di alimenti senza lattosio appare una scelta obbligata.

 

Ma come funziona il nostro organismo?

Vediamo un po’ meglio la questione!

L'impossibilità di digerire il lattosio è dovuta alla carenza di lattasi, ossia degli enzimi prodotti dalla mucosa dell’intestino tenue, che sono in grado di scomporlo nei due monomeri che lo costituiscono: il glucosio e il galattosio. A causa di tale carenza, quando il soggetto intollerante assume quantità significative di alimenti contenenti lattosio, la quota di zucchero sfuggita alla digestione richiama liquidi nell'intestino per effetto osmotico. Si manifestano in questa fase i fastidiosissimi sintomi tipici di questa intolleranza, come la diarrea e il gas intestinale, generato dall’azione fermentativa della flora batterica.

Il lattosio è il principale zucchero presente nel latte; di conseguenza, lo ritroviamo in concentrazioni variabili in tutti gli alimenti da esso derivati o che lo contengono come ingrediente. Le concentrazioni maggiori di lattosio (vedi tabella) si registrano nel latte, nello yogurt, nei gelati, nei formaggi molli e nel burro.

 

Contenuto in lattosio di vari alimenti

Alimento

Lattosio 100 g di alimento

LATTE vaccino IN POLVERE (INTERO)

35,1

LATTE vaccino IN POLVERE (MAGRO)

50,5

LATTE MATERNO

6,5-7,0

LATTE di ASINA

6.2

Formaggini

6,0

KEFIR

5,0**

LATTE di BUFALA

4,9

LATTE VACCINO INTERO

4,8

LATTE VACCINO parzialmente SCREMATO

4,9

LATTE VACCINO MAGRO

4,9

LATTE di PECORA

4,5

LATTE di CAPRA

4,2

RICOTTA di latte vaccino

4,0

PANNA

3,0 -4

RICOTTA ROMANA DI PECORA

3,2

YOGURT DA LATTE INTERO

3,2**

YOGURT DA LATTE MAGRO

3,3**

CREMA BEL PAESE

3,2

FIOCCHI DI LATTE

2,6-3

PANE AL LATTE

1,8

EDAM FRESCO O STAGIONATO

1,0

MOZZARELLA

0,1-1,1

GROVIERA e formaggi a pasta dura

0,1

Parmigiano Reggiano e Grana Padano e formaggi a pasta extra dura

0,0

** Il lattosio contenuto nei prodotti di latte acido è generalmente ben tollerato

 

Quali considerazioni è utile fare?

Normalmente, il soggetto intollerante al lattosio sopporta molto bene il consumo di formaggi a pasta dura, perché particolarmente poveri di questo zucchero rispetto a quelli freschi ed ai latticini. Anche lo yogurt è tollerato da alcuni individui, dato che il lattosio in esso contenuto viene predigerito dai batteri; inoltre, gli stessi lattobacilli - in particolare alcuni ceppi probiotici contenuti in vari prodotti a base di latte fermentato (lactobacillus acidophilusLactobacillus Casei, Lactobacillus johnsonii) - si sono dimostrati utili nel migliorare l'intolleranza al lattosio.

 

L’intolleranza è uguale per tutti i soggetti?

La gravità dell'intolleranza al lattosio è proporzionale al deficit di lattasi. Si tratta quindi di un concetto relativo, poiché diversa è la quantità di lattosio tollerata dalla popolazione. Per chiarire il concetto con un esempio pratico, se una persona tollera senza alcun problema una tazza di latte al giorno, può comunque lamentare i fastidiosi sintomi dell'intolleranza al lattosio quando ne consuma un litro tutto d'un fiato. Similmente, alcune persone intolleranti al lattosio sopportano bene lo yogurt, alcune tollerano i formaggi a pasta dura, mentre altre si vedono costrette ad eliminare anche le più piccole fonti di lattosio. A quest'ultima categoria appartengono i soggetti affetti da intolleranza al lattosio primaria, dovuta ad un difetto congenito di lattasi e per questo presente sin dalla nascita.

 

A cosa si deve prestare particolare attenzione?

Gli individui fortemente intolleranti al lattosio devono prestare particolare attenzione anche alle fonti alimentari per così dire "nascoste". Questo zucchero viene infatti addizionato come eccipiente a farmaci ed integratori vari, e si ritrova - seppur in piccole quantità - in diversi prodotti alimentari.

 

Tra questi ultimi ricordiamo:

  • Pane ed altri prodotti da forno.

  • Cereali trasformati, come i corn flakes che mangiamo a colazione

  • Patate (quelle precotte), minestre, bevande per prima colazione

  • Margarina

  • Carne e salumi

  • Alcuni condimenti specifici per le insalate

  • Caramelle, merendine ed altri snack, gelati, cioccolato, preparati per il cioccolato caldo

  • Preparati per frittelle, biscotti e dolci

  • Carne tritata

  • Il latte di soia non contiene lattosio; tuttavia, per la presenza di altri zuccheri tipici dei legumi (ad esempio lo stachiosio) può sporadicamente riprodurre i sintomi di una intolleranza al lattosio.

 

Come difenderci mentre facciamo la spesa

Per difendersi dalle fonti "nascoste" di lattosio, è importante leggere attentamente la composizione degli alimenti stampata sulle etichette dei prodotti. Nella lista degli ingredienti, in particolare, bisogna appurare l'assenza di latte e lattosio, di siero, caglio e sottoprodotti del latte (l'acido lattico non è ottenuto dal latte ed è quindi idoneo al consumo).

Pertanto, se uno di questi ingredienti appare in etichetta significa che il prodotto contiene lattosio e per questo potrebbe risultare controindicato.

Il condizionale è ovviamente d'obbligo, proprio perché la tolleranza al lattosio è variabile e dipende da ciascun individuo.

Quel che appare certo è che i derivati del latte, ma anche i vari prodotti alimentari contenenti lattosio, sono fonti importanti di nutrienti. Per questo motivo, un consiglio importante è quello di individuare - mediante prove ed errori - la quantità di lattosio tollerabile, evitando di assumere a priori soltanto gli alimenti senza lattosio.

Se l'individuo intollerante vuole consumare occasionalmente alimenti ricchi di lattosio, può assumere nello stesso pasto preparati enzimatici a base di lattasi, come palliativo.

Per quanto concerne il calcio, allo scopo di prevenire eventuali carenze, si può assumere il latte delattosato (solo se ben tollerato) ed aumentare il consumo di vegetali ricchi in calcio biodisponibile (ad esempio legumi, cime di rapa, cavoli e broccoli). Anche il pesce e le noci sono ottime fonti di calcio.

 

Nuove alternative per sapori sempre più buoni

Come vedete, le occasioni per rimediare al problema “intolleranze” non mancano neanche in natura!

Ma perché dire di no ad alcune prelibatezze della nostra tradizione italiana come i gelati, i formaggi come lo stracchino, le mozzarelle che deliziano il palato, rinfrescando la nostra tavola nel pieno della stagioni più calde, come la primavera e soprattutto l’estate?

Se fino a solo pochi anni fa i produttori che si dedicavano a questi alimenti erano molto pochi ed i risultati raggiunti non troppo confortanti, oggi lo scenario è radicalmente cambiato! Vi invitiamo a riconoscere uno stracchino senza lattosio da uno non delattosato, e vi sfidiamo a non rimanere sbalorditi davanti ad una coppa di gelato strabordante di cioccolata, un ricco gelato delattosato a prova di intenditori gourmet!

Perché noi della Gegel siamo sensibili alle esigenze dei nostri clienti, e lavoriamo per la soddisfazione di tutti i nostri consumatori, di tutte le età! Latte, Yogurt, Cioccolato, Gelati, Formaggi, Salumi, Prodotti da Forno, Dolci e Panificati, centinaia di articoli tutti privi di lattosio che risolvono questo problema senza rinunciare al gusto e alla freschezza.

Cercali nei banchi del tuo negozio sotto-casa, chiedi consiglio al tuo rivenditore! Gegel, dagli esperti del food, l’attenzione è davvero speciale per tutti i nostri consumatori!

 

 

Il gelato, una storia italiana

Come spesso succede quando si parla di fatti e di accadimenti provenienti dal passato e sulla cui provenienza si nutre più di un dubbio, molto spesso ci si affida al proprio intuito. Oggi vi vogliamo parlare di Gelati! E dal momento che siamo tecnici in fatto di cibo e siccome il Gelato è uno degli alimenti di maggior gradimento in questi giorni tiepidi che profumano di estate, ci siamo messi un po’ in cattedra, non senza aver dato una ripassatina ai vecchi libri di storia.

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E allora, cominciamo col dirvi che il gelato, un gelato “abbastanza” simile a quello che oggi conosciamo tutti, proviene dalla Sicilia e più precisamente da Catania. La città è florida e orientata al futuro, intrisa di quel “sogno arabo” che sposa il gusto eclettico tipico di quella cultura con la materia prima della calda Terra di Sicilia. Aggiungete la neve, abbondantemente disponibile in città grazie alla presenza dell’Etna, che prima ancora di essere un vulcano è un’alta montagna sulla cui cima si accumula una grande quantità di neve, un grande stock di “materia prima” indispensabile per produrre un alimento di questo tipo.

“Signore e Signori, ecco a voi il Gelato!” – avrà esclamato agli astanti l’imbonitore del 1600! Una novità gastronomica che arreca piacere associando al gusto la freschezza, creando uno strano mix dalla consistenza indefinibile, che può essere “bevuto a morsi!”

Sono passati esattamente quattro secoli e il gelato ha attraversato tutte le mode seguendo un percorso di crescita e di notorietà che sembra non avere limiti.

Il gelato italiano merita un discorso a parte! Come abbiamo visto è noto nel nostro paese da circa quattro secoli, ma inizialmente poteva essere consumato solo d’estate ed acquistato esclusivamente da piccoli produttori specializzati. E’ nel secolo scorso, alla fine del secondo conflitto mondiale, che si assiste ad una divulgazione delle tecnologie che fanno assumere al frigorifero domestico il ruolo di invenzione più rivoluzionaria del secolo.

Con l’uso del frigorifero si possono conservare in casa cibi crudi (latte e carne in primis) che un tempo dovevano essere consumati obbligatoriamente in giornata. Questo porta con sé una rivoluzione nelle abitudini di consumo e nel costume della società italiana, che diventa libera di poter scegliere non soltanto cosa e come, ma anche quando mangiare.

Siamo nel 1949 quando compare sul mercato nazionale il primo gelato “pensato” a livello industriale, uno stecco al gusto fiordilatte ricoperto di cacao: il Mottarello! Lo si deve all’intuito di un pioniere del Made in Italy, quell’Angelo Motta che dà il nome anche al famosissimo dolce natalizio, il panettone, di cui è inventore e paladino.

Si apre ufficialmente la stagione dell’American dream, “il sogno americano”, che anticipa il fenomeno tutto italiano del cosiddetto “boom economico” generato dal piano Marshall.

 Sull’onda di questa rivoluzione culturale, tutto ciò che sa di “made in U.S.A” vive una stagione di grande dinamismo: il gelato è un settore che coniuga il sogno americano al gusto e alla tradizione gastronomica italiana. Nasce il gelato “da passeggio”. In cinquant’anni si assiste ad una crescita esponenziale dei consumi: dai 250 g. pro capite si passa ai 4 kg a testa di gelato.

Il gelato italiano, per le caratteristiche intrinseche di prodotto e qualità di materie prime (quali latte, frutta, cioccolato, caffè) diventa un simbolo distintivo, una gamma del made in Italy apprezzata da milioni di consumatori in tutto il mondo.

Dal Mottarello anni ‘50, passando per la Coppa del Nonno anni ‘60, per arrivare al Maxibon simbolo degli ’80, la corsa del gelato italiano è davvero lunga e appassionante. Noi della Gegel ne siamo interpreti e custodi, scegliendo per voi, stagione dopo stagione, tutto il meglio che la produzione nazionale può esprimere in termini di gusto, di servizio e di innovazione.

Con tutta una serie di Stecchi, Coni, Biscotti, Coppe, Ghiaccioli, vaschette di tutti formati e tipologie, mini gelati e miniatures siamo in grado di soddisfare ogni richiesta, dalla grande fornitura di tipo professionale fino all’innocente capriccio del più esigente dei nostri appassionati consumatori (anche di coloro che scelgono alimenti privi di glutine e di lattosio). Cerca la nostra ampia gamma nel tuo negozio di fiducia oppure chiedi ai nostri venditori una consulenza commerciale: siamo preparati a soddisfare ogni tua esigenza!